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Come scegliere il gioco giusto per tuo figlio: falsi miti e consigli

bambino gioca con cubi di legno

Ti sei trovato anche tu davanti allo scaffale di un grande negozio di giocattoli non sapendo davvero cosa scegliere? La vasta proposta dei grandi magazzini ti disorienta? Di seguito falsi miti e consigli per orientarti meglio in questa difficile scelta.

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Falsi miti

Non esiste un gioco che rispecchia esattamente il bisogno di tuo figlio

Spesso sulle etichette dei giocattoli troviamo un’indicazione rispetto all’età ma nella maggior parte dei casi non è un indicazione veritiera ;e inoltre ogni bambini è a sé.

Difficilmente vi è un’aderenza tra l’età indicata e la reale possibilità da parte del bambino di fare quel gioco.

Poniamo l’esempio: abbiamo un gioco per bambini di 3 anni molto carico di stimoli visivi e percettivi, che si focalizza su lettura scrittura e calcolo. Il genitore comprerà il gioco con l’intenzione di fare qualcosa di positivo per il proprio bambino. Quest’ultimo tuttavia difficilmente riuscirà a sviluppare le abilita previste dal gioco ed anzi non ci giocherà affatto.

Nota bene che il gioco è la cosa più seria che un bambino possa fare, e se non riesce a trarne piacere probabilmente lascerà stare . Tuttavia per noi il “comprare” un nuovo giocattolo è anche un impegno economico e nel momento in cui le nostre aspettative vengono deluse, scatta in noi genitori la frustrazione, allontanandoci dal desiderio sperato .

Per cui prima di comprare un gioco ricorda che nella maggior parte dei casi l’età indicata non è veritiera.

Il prezzo e la bella confezione non sono sinonimo di successo

L’alto prezzo  e attrattività di un gioco non corrispondono spesso ad un alto livello di funzionalità. Non sono i giochi più costosi ad interassare i bambini e un alto costo non vuol dire maggiore qualità.

I bambini sia prescolari che scolari non hanno reale percezione del costo di un gioco ,questa associazione è piuttosto una prerogativa di noi adulti per cui un prezzo più elevato corrisponde ad una maggiore qualità.

Piuttosto che comprare giocattoli dalle cifre spropositate, per fare davvero qualcosa di importante per i nostri figli, nipoti o bambini che riceveranno quel gioco, possiamo fare un analisi dei suoi bisogni. Cosa può davvero piacere o di cosa può avere davvero bisogno un bambino ?

Questa domanda ci può orientare nella scelta per capire quale tipo di gioco scegliere.

Preferire un gioco piccolo o che faccia scoprire qualche abilità o un nuovo modo di saper fare  ai bambini, è da preferire a grandi e voluminosi giochi che non saranno mai usati. Per cui quando dobbiamo scegliere un gioco, ma anche un libro, dobbiamo sempre ricordarci l’angolazione giusta: guardare con gli occhi di un bambino.

Tanti stimoli e tutti insieme non fanno bene al tuo bambino!

 Similmente un gioco più attrattivo o con più stimolazioni, non garantisce un interesse maggiore per il bambino. Anzi le neuroscienze ci dicono che se ci sono troppi stimoli percettivi, tanti colori, tanti suoni, tante forme contemporanea mente il nostro cervello si affatica. Se il nostro cervello si affatica, ancor di più quello di un bambino che è ancora in evoluzione.

Senza fare nomi di case o marche, un esempio concreto potrebbero essere quei tavolini di multiattività per bambini dai 3 ai 5 anni, che hanno davvero tanti, troppi stimoli. Questi non fanno che mandare in confusione i bambini. Ogni azione fatta ha un peso nella costruzione dei nostri bambini e per questo bisogna scegliere accuratamente anche i giochi ed essere consapevoli dell’importanza che  hanno.

Il bambino pur di scoprire il gioco appena regalato si ritrova spesso a non capire neanche quello che sta facendo, ma continua a farlo perché incitato e sovraeccitato . Il bambino quindi si approccia a quel gioco per condizionamento e non per apprendimento . Questa è la base del tutto, per cui dobbiamo chiederci se vogliamo realmente confondere e disorganizzare i nostri bambini e quelle che sono le loro funzioni cognitive, il loro sistema attentivo e di organizzazione percettiva oltre che la loro capacità interattiva.

Come ci curiamo dell’alimentazione e della cura fisica dei nostri bambini, dobbiamo stare anche attenti all’alimentazione cognitiva ed emotiva. Ed è per questo che ci tengo a darvi degli strumenti per sapere qual è la cosa migliore da fare. Con gli strumenti giusti sarete in grado di fare le scelte giuste e creare un percorso educativo personalizzato per il vostro bambino , perché la genitorialità è vostra ,e nessuna può sostituirvi.

Bambini giocano con forme di legno

I miei consigli da professionista e mamma

Come mamma e donna lavoratrice so di non poter scegliere veramente quanto tempo passare con mio figlio, ma posso scegliere la qualità di quel tempo passato insieme. E’ quello che fa la differenza e ci permette di rimanere al timone della relazione che abbiamo con i nostri bambini ed essere davvero dalla loro parte. Come comunicare ai nostri figli che ci siamo ?

Grazie a uno studio tutto italiano su i neuroni a specchio sappiamo che i bambini apprendono attraverso l’imitazione del nostro fare, le nostre azioni  e quindi anche attraverso la gestione del nostro tempo. Per meglio gestire questo tempo insieme possiamo scegliere con qualità le modalità delle esperienze e dei materiali.

Tre materiali con i quali mi sono trovata bene

  • Norman e la storia di quando pensò di non essere normale

Il libro è  bellissimo e l’ho trovato quasi per caso in libreria. Cercavo un modo per introdurre al mio bambino il concetto di diversità intesa come unicità, per via di discorsi sentiti  che non mi piacevano tanto. Volevo soffermare l’attenzione sull’espressione di sé stessi. La capacità di esprimere il proprio valore e accettare il valore dell’altro nel rispetto delle proprie unicità. Nel nostro spazio serale dedicato ai libri abbiamo letto insieme questa storia e mio figlio ha apprezzato molto il libro sia nei contenuti che nelle immagini è piaciuto molto.

  • SOS PINGOUIN

Un gioco che ho comprato e che mi sento di consigliarvi perché trasversale per le diverse età e molto divertente. Non dura tanto e permette di lavorare sulla motricità fine e quindi sulla coordinazione oculo manuale . E’ adatto sia a bambini di età prescolare perché ne sviluppa l’abilità, sia a bambini in età scolare per la scrittura. Questo gioco o comunque giochi come questo permettono di lavorare sull’attenzione sostenuta e sulla tolleranza alla frustrazione.

  • Labirinto magico

E’ un gioco strutturato con una difficoltà importante, per questo motivo è da preferirsi per i bambini in età scolare. Lo reputo davvero molto valido come gioco poiché consente al bambino di lavorare su più abilità. In primo luogo sull’attenzione e sul problem solving :in questo modo il bambino sviluppa la flessibilità cognitiva. Si lavora anche sulla comprensione generale e sulla regolazione emotiva: il bambino si ritrova a gestire situazioni inaspettate e a sviluppare una tolleranza alla frustrazione.

Vi consiglio di andare in un negozio di giocattoli o in libreria o in biblioteca, con l’idea di selezionare e scegliere il gioco o libro che prendereste per vostro figlio. Cercate di sceglierlo con gli occhi del vostro bambino senza per forza acquistarlo. Fatemi sapere! 

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Catia De Nuzzo, Neuropriscomotricista

Specializzata in ambito NEUROPSICOLOGICO in età evolutiva, Tutor DSA E BES certificato M.I.U.R., Fondatrice del metodo e centro Liberacorpomente.

Sono mamma e Neuropsicomotricista dal 2006 specializzata nell’analisi dello sviluppo dei bambini e nella costruzione di percorsi personalizzati di stimolazione neuropsicomotoria, neuropsicologica e neurolinguistica.

Il mio obiettivo è quello di poter arrivare a tutti i genitori e i  bambini  che sentono il bisogno di cambiamento per migliorare la vita scolastica, l’apprendimento e la crescita dei propri figli e non sanno come farlo.

Ho creato il metodo Liberacorpomenteha visto l’espressione dei talenti di più di 1.500 bambini in Italia, per stimolare il pieno sviluppo dei bambini e nel contempo rendere i genitori autonomi anche dopo l’intervento specialistico attraverso un approccio del sapere -saper fare- nuovo sapere. Creo eventi formativi anche con gli insegnanti per condividere  gli obiettivi personalizzati.

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